© Giuseppe Pirrone  - 2015

                                                                         
LA STORIA


Il Liceo - Ginnasio "Pirandello" è stato per decenni un punto di riferimento culturale per numerosi paesi dell'entroterra delle province di Agrigento e di Palermo, vicini a Bivona.      
In questa zona, la frequenza della scuola secondaria e poi dell'università ha rappresentato, per tante famiglie, che non hanno scelto di emigrare per trovare fortuna, l'unica speranza concreta a cui aggrapparsi per assicurare ai propri figli un avvenire migliore e diverso.      
Così il Ginnasio di Bivona, istituito nel 1860, con decreto di Garibaldi, rispondeva a questo bisogno di riscatto sociale e culturale, tanto sentito già allora, a cui un tempo, nei secoli XVI, XVII, XVIII, avevano pur dato positiva e valida risposta i Gesuiti con la loro "ratio studiorum", con gli insegnamenti impartiti nel loro collegio di Bivona, tra i più antichi in Sicilia.     
La cultura umanistica, fin d'allora, è stata ritenuta fondamentale e qualificante.
Anche quando, nel periodo fascista, il Ginnasio verrà sostituito da un istituto tecnico, l'insegnamento del latino non sarà eliminato, riconoscendone la validità.

Pertanto, alla fine degli anni Quaranta, il sacerdote bivonese don Greco, che voleva fortemente l'istituzione di un Liceo Classico in Bivona, si rivolse alla baronessa Leonarda Guggino, anche lei bivonese e desiderosa di vedere la propria città natale dotata del tanto amato Liceo Classico, qualche anno prima frequentato a Sciacca: essa incaricò il marito, l'avvocato Edmondo Trizzino,  in partenza per Brescia (città in cui si erano trasferiti da qualche tempo), di andare a parlare della questione con Ludovico Montini, prestigioso avvocato bresciano, onorevole e futuro senatore democristiano, fratello di Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI. L'avvocato Montini si trovava a Roma ed essendo in buoni rapporti con l'avvocato Trizzino non esitò ad accogliere la sua richiesta: ma per proporre l'iniziativa al Ministro servivano le firme dei bivonesi. Così qualche tempo dopo, informato dei fatti don Greco, la baronessa Guggino e l'avvocato Trizzino stavano per partire, nuovamente per Brescia: salirono sul treno che allora partiva dalla Stazione di Bivona, ma il mezzo fu costretto a fermarsi poco dopo la partenza per le grida del sacerdote che, preso d'entusiasmo, corse dai coniugi Trizzino con un foglio in mano dicendo che i bivonesi volevano il Liceo: e le firme non mancarono! Era il 1948, la signora Guggino e il marito, prima di giungere a Brescia, si fermarono a Roma dove incontrarono l'avvocato Montini, a cui consegnarono le firme. Il 27 luglio di quello stesso anno Montini inviò una lettera a Guido Gonella, Ministro della Pubblica Istruzione, esortandolo ad un interessamento alla questione del Liceo di Bivona. Il 21 agosto il Ministro Gonella rispose alla lettera dicendo che assicurava il suo interessamento e si riservava di dare ulteriori e concrete notizie. Qualche mese dopo venne istituito il Liceo Ginnasio Statale di Bivona, intitolato a Luigi Pirandello, con sede provvisoria nell'ex Collegio dei Gesuiti di Bivona (oggi sede municipale), prima del trasferimento in via Antinoro. Primo preside fu Gabriele Trizzino, già professore di lettere presso il Liceo Classico di Sciacca, fratello dell'avvocato Edmondo. E con Decreto del 18 marzo 1953 il Liceo Ginnasio Statale di Bivona ottenne l'autonomia.

La cultura umanistica ha forgiato la classe dirigente dei paesi del territorio e non solo di essi, perché in tutta Italia, anche ad alti livelli,in tutti i campi, ex alunni del Liceo si sono distinti per le loro capacità e le loro competenze.  
La "forma mentis", che gli studi umanistici promuovono, sviluppando le capacità logico-espressive, di analisi e di sintesi, ha permesso a tanti alunni di sapere affrontare nel migliore dei modi innumerevoli e sempre nuove difficoltà.      
Questo Istituto, di recente, ha però avvertito la necessità di meglio rispondere alle esigenze del territorio nell'attuale momento storico, dando vita a nuovi indirizzi: il Linguistico, il Bio-socio-sanitario, lo Scientifico, che, non trascurando lo studio del latino e quindi della cultura classica, preparano a nuove professionalità.
Quanto di nuovo sta poi avvenendo nella scuola italiana (autonomia didattica ed amministrativa, informatizzazione, nuove progettualità) non trova impreparato il personale di questo Istituto che appare sollecito a recepire le novità, nella convinzione di creare, giorno dopo giorno, una scuola sempre più al passo con i tempi.


Marco Trizzino


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